Non sono un insegnante…
non sono un insegnante…
non sono un insegnante…
non sono un insegnante…
non sono un insegnante…
Nulla contro chi insegna, sono solo stanca di ripetere ogni giorno che non sono un insegnante.
Non sono un insegnante…
non sono un insegnante…
non sono un insegnante…
non sono un insegnante…
non sono un insegnante…
Nulla contro chi insegna, sono solo stanca di ripetere ogni giorno che non sono un insegnante.
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Quando ho iniziato questo mio studio pensavo che il comunismo fosse caduto perché la popolazione non aveva accesso a beni occidentali a cui aspirava. Nella mia testa c’era l’esempio dei jeans. Anzi, consideravo i societici degli imbecilli perché avevano fatto cadere il più grande mio sogno perché volevano i jeans. Mia madre mi diceva sempre che in Russia stanno male perché non hanno i jeans. A me fanno schifo i jeans infatti, non ne compro da inizio anni 90….
Poi ho pensato che magari era meglio se mi informavo un po’. Ho pensato che magari c’era un modo di non farlo cadere, e magari i russi e gli altri non ci erano arrivati in tempo a questo modo.
Dopo ho pensato che a qualcuno doveva toccare, e poi essere messa a leggere tanto non era poi così male. Avrei forse potuto trovare il modo di capire come farlo sopravvivere, stavolta, il comunismo. Adesso sto studiando e butto giù appunti sul perché il socialismo reale è crollato, anche per vedere come si evolvono nel tempo le mie idee.
Ho cominciato leggendo libri di donne che raccontavano come si stava in URSS prima del crollo e ho scoperto di che cosa si trattava quando si parlava di jeans. Era un po’ più complesso dei jeans.
Esistevano nell’URSS due economie, quella di stato e quella sommersa. La gente viveva di baratto, le donne cariche come muli riportavano a casa quello che erano riuscite a trovare quel giorno al mercato. E la femminilità creata da Stalin era quella della matrona che taceva, faceva figli per la patria, e lavorava. Le prime letture sono servite solo a capire che c’era qualcosa che non funzionava più dei jeans mancanti… Pur sapendo che leggevo letteratura tardo contro rivoluzionaria, mi rendevo conto che mi trovavo comunque a leggere di una realtà quotidiana quasi medioevale. Cominciai a pensare quindi che il comunismo era caduto perché si stava male. Ma in realtà, quando mai un sistema crolla a causa dei bisogni del popolo e al fine di migliorarne lo stile di vita?
Manco a dirlo… non funzionava il mercato.
Il socialismo reale non poteva funzionare perché era stato lasciato in essere il denaro. O, detto meglio, non era stato trovato un sistema di far si che ci fosse una retribuzione monetaria del lavoro che corrispondesse al valore di uso. Per questo c’erano continui momenti di eccesso di denaro in assenza di merci.
L’accumulazione di moneta
La restituzione del valore del lavoro era falzata dalla moneta
Storiella illuminante
Dopo l’esplosione della centrale, tutte le persone più esperte di radiazioni in Russia andarono di persona a Chernobil per vedere cosa era successo e si resero solo allora conto che il reattore era esploso. Non sarebbero mai andati se avessero saputo cosa era successo perché sapevano che avvicinarsi era molto pericoloso. Alcuni di loro sono morti.
Per tutto il tempo di pare, dal 15 al 30% dell’economia era destinata alla guerra.
Il sacrificio, il mandare la gente al macero nelle guerre, era parte fondante dell’identità sovietica, nonché di quella della grande russia.
Infine, certe caratteristiche dell’etnia dominante, quella russa, non aiutavano a migliorare la situazione
Manca da approfondire l’impatto della corruzione a tutti i i livelli, anche i più alti, che non credevano più nel comunismo. Manca da approndire il ruolo dell’ovest, della CIA, del papa ecc.
Non sono un insegnante…
non sono un insegnante…
non sono un insegnante…
non sono un insegnante…
non sono un insegnante…
Nulla contro chi insegna, sono solo stanca di ripetere ogni giorno che non sono un insegnante.